Tra Svastha e Nirodhaḥ: una grammatica vedica della salute

È come il respiro o il movimento sempre cangiante del Tāṇḍava, la salute ayurvedica.

Tra le discipline vediche, l’Ayurveda si occupa della salute fisica.
È una scienza su base filosofica: il rigore non si separa dallo spirito.

Così la salute è definita e curata su diverse, precisissime categorie, che non abitiamo da stabili e inamovibili, ma fluttuando.
La salute, nell’Ayurveda, non è uno stato ma un movimento: è Svastha, ciò che è stabilito in sé, cioè nella cangianza della propria natura.

Siamo come il mare, quell’immensità ondosa dal sapore salato che, secondo la teoria nutrizionale ayurvedica, è il gusto che ci riconnette all’origine e ristabilisce.

Siamo anche naviganti, per le discipline vediche, in cui la vitalità è fatta da venti, percezioni e movimenti, che si muovono in noi e ci fanno avanzare.

Uno dei Mantra più famosi della ritualità vedica, cantato durante le cerimonie che invocavano il passaggio ad una nuova fase della vita, è l'”Asato Mā Mantra,” con cui il committente chiedeva di essere portato fuori dall’ignoranza, verso la conoscenza; fuori dal buio, verso la luce; fuori dall’irreale, nel reale.

Anche Patañjali pensava al mare – a quel mare vastissimo che è la nostra mente, quando, nel secondo verso degli Yoga Sūtra, scriveva-
“yogaś citta-vṛtti-nirodhaḥ:” lo Yoga è la cessazione delle fluttuazioni della mente?

Lo scopo di Patañjali, dei suoi Sūtra, è impedirci di cadere nell’insorgere di sofferenze future-
“heyam duḥkham anāgatam.”

Anche lui, come i saggi che hanno creato l’Ayurveda e la ritualità vedica, vuole aiutarci a non soffrire.
Ma ci propone l’approccio opposto, che non è movimento, ma centralità.

Cos’è allora la salute vedica?

É fluttuazione, scorrimento e navigazione oppure contenimento di quegli stessi flutti, che sono la nostra origine e la nostra natura?

Le discipline vediche ci prendono, ci fanno rotolare tra le onde e sperano sempre di scombinare la nostra visione rigida delle cose, per fertilizzarla con il gioco degli opposti.

Salute non è né la fluttuazione, né il suo contenimento.
E’ tutte e due le cose, vere entrambe, su due piani diversi di noi.

Per l’Ayurveda noi siamo Prakṛti:
. corpo,
. natura,
. femminile, indipendentemente dal sesso biologico
. cambiamento.

L’Ayurveda si prende cura del corpo fisico, l’Energetica vedica della vitalità che lo riempie.
Patañjali invece non è interessato alla salute del corpo, che è la conseguenza di uno stato interiore.

Patañjali ci vuole riunire a Puruṣa, la coscienza che osserva il corpo cambiare e illumina la mente che lo pensa.
Patañjali si prende cura del nostro Citta, la mente che risiede nel cuore, che è:
. saggezza,
. intelligenza,
. etica,
. sensibilità.

Il corpo cambia: è la sua natura.
L’energia deve attraversarci: è la precondizione per essere vivi.
La mente va contenuta: è la nostra saggezza.

La salute vedica è una composizione di tre fattori:
. il corpo si deve muovere
. una vibrazione sottile lo deve abitare e renderlo vitale
. la mente centrata deve essere un magnete per la sua danza: non ci stabiliremo mai fissi in un punto, ma dobbiamo sempre fluttuargli attorno.

Una mente stabile, che sceglie il gesto da compiere.
Un corpo morbido e caldo, pieno di energia vitale, che si muove dentro un confine sempre più solido e sentito.
La predilezione dell’India vedica per il massaggio è scritta tra le righe della idea di salute.

Svastha: il rito della pienezza
è il rituale Le Erbe Yoga, che ho preparato pensando all’inverno che arriverà, al calore, alla stabilità e alla vitalità che servono sempre.
È composto da un balsamo da massaggiare sul corpo + un mix di erbe da infusione, per nutrire, sciogliere e riscaldare.
È un abbinamento di erbe e frutti  con cui compiere gesti che cambiano l’energia del corpo e le insegnano a parlare al cuore.

L’Ayurveda coltiva salute anche attraverso le arti del massaggio, della combinazione dei sapori e delle proprietà delle erbe.

Lo Yoga le trova un posto d’onore, in una sezione specifica del nostro corpo: il busto, dalle anche al collo.
Nella meccanica del corpo, le articolazioni si occupano di farlo ondeggiare. Nell’energetica, il respiro, la digestione e il piacere lo fanno vivere.
Nel processo di coscienza, il cuore lo rende uno con la saggezza.

Svastha: la pienezza è nel cuore, che guarda il corpo fluttuare
è una pratica gratuita di 25min, con cui stabilire nel corpo queste conoscenze.

A proposito di pratica Yoga, sabato 13 dicembre terrò la lezione
Brahmā · Viṣṇu · Rudra: l’asse vertebrale come accesso alla psiche sottile
Sarà una nuova pratica di Hatha Yoga avanzato per il ciclo “Sthira . Sukha,” in cui la pratica degli Āsana diventa occasione per studiarne il profilo energetico e il valore trasformativo su corpo e psiche.

Vi auguro un fine settimana fatto di trame di pienezza, di pratiche, rituali e conoscenza.

 

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