Viviamo di parole

Anne Waldman scriveva di voler essere una poeta:

“che significa semplicemente essere viva, sveglia
e scavare dentro a tutto.”

Viviamo di parole.

Sono parole le azioni che compiamo
e i progetti con cui interveniamo sul futuro.
Sono parole le forme della preghiera e del pensiero,
con cui proviamo a metterci in relazione
con ciò che non vediamo.

Sono parole
le forme della conoscenza e delle relazioni
con cui ci orientiamo nel mondo.

Ed è linguaggio —
corporeo, tattile, muscolare —
anche quello della pratica:
posizioni, gesti, movimenti,
modi di attraversare l’esperienza.

 

.

Cos’è una parola,

un’Āsana?

.

 

Uno strumento di relazione e trasformazione.
Un rito:
qualcosa che connette piani diversi
perché si conoscano
e, nell’incontro,
cambino.

 

विचार

Nella sua essenza,
la parola vedica è Vicāra:

domanda, indagine, interrogazione
che punta alle fondamenta di qualcosa
e non lascia spazio
a inganno, ignoranza, ipocrisia, vergogna.

 

सौकुमार्य

Nella sua manifestazione,
è Saukumārya:

finezza morbida e regale,
capace di dire tutto
senza preoccuparsi del gesto convenzionale,
perché nasce da un corpo e da un pensiero
raffinati abbastanza
da sgorgare in poesia —

viva, sveglia, profonda.

Quello è il punto in cui
non abbiamo più bisogno di risposte
e nemmeno di affermazioni,
ma di domande impavide e poetiche.

.

Saukumārya:
finezza di donna che srotola e intreccia storie”
sta per completarsi.

Lo trovate sul sito,
tra i corsi scaricabili e sempre disponibili.

Restiamo nelle domande sveglie e coraggiose,
nei corpi allenati
a sostenerne la poesia.

. La Pratica Yoga .

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