Un angolo puro e selvaggio: acqua al tarassaco.

Quando mi sveglio apro la finestra: ho bisogno di sentire l’odore dell’aria, di vedere gli alberi, di spalancare gli occhi mentre provo a contenere il cielo, di ammorbidire il cuore e il bacino.
Sto imparando a farlo anche la sera. Il mio ultimo respiro deve essere lungo, deve essere dell’aria vera che c’è fuori e farmi sentire connessa alla natura che ho bisogno di sentirmi dentro.

Far spazio in me per la natura mi ha insegnato tanto di quello che so. In molti casi, mi ha aiutata a comporre le mie regole per stare al mondo, quando quelle che avevo accumulato non mi sembravano più rilevanti ne utili.

Come il nostro corpo sia una scuola, di ritmi, scelte e piacere. Come la nostra mente sia un organo perfetto, creato per dare fondamento e spiegazione alle intuizioni, senza metterle in discussione. Come quell’angolo puro e selvaggio che c’è in ognuno di noi abbia tutte le capacità di guidarci, perfettamente a tempo e intonato a quel che serve, non smetterà mai di stupirmi.

Far spazio in me per la natura mi ha insegnato a non avere paura dei sapori selvatici, così lontani dei limiti ristretti in cui ci richiudiamo troppo spesso. Far spazio in me per la natura mi ricorda di fidarmi, di non scappare dagli effetti potenti di un asana, di un pranayama o di una meditazione.

Ecco la ricetta per un’ acqua al tarassaco, o per un’acqua infusa di qualsiasi erba vi chiami e ispiri. Che ci aiuti a far spazio per la natura in noi, a riappropriarci del nostro piccolo angolo puro e selvaggio, a fidarci.

 

Acqua al Tarassaco

Ingredienti

  • 1 litro d’acqua
  • 10 foglie grandi di tarassaco e qualche fiore

 

Procedimento

Raccogli le foglie e i fiori di tarassaco in un luogo sicuro e il più possibile incontaminato, un luogo dove ti sia facile scegliere quali fiori e foglie raccogliere, con calma e attenzione.

Lava il tuo raccolto e spezzettalo grossolanamente. Mettilo in un contenitore di vetro, poi aggiungi l’acqua. Lascia in infusione a freddo le foglie per almeno due ore, magari al sole, in modo che il calore e la forza del sole aiutino l’acqua a estrarre sapore e proprietà dalla pianta.

Puoi bere l’acqua anche senza filtrarla, mangiando le foglie e i fiori che cadono nel bicchiere e incontrando il loro sapore e consistenza.

 

Usare l’acqua al tarassaco

C’è sempre più di un motivo, per usare le erbe. Insieme alle loro proprietà fisiche e chimiche, vogliamo lasciar agire in noi la loro saggezza e il loro impatto sui nostri pensieri, sensazioni ed emozioni.

Il tarassaco lavora sul fegato e sul sangue, purificandoli.

Ma per la nostra pratica le erbe non ci interessano tanto come medicine del corpo, quanto piuttosto come guide profonde per una maggiore comprensione di noi. L’effetto del tarassaco sulla percezione di noi è di spronarci alla chiarezza, alla concentrazione, alla comprensione onesta di quello che abbiamo dentro e attorno. Questo avviene in sinergia con gli effetti fisici della pianta: ripulire fegato e sangue significa avere maggiore vitalità nel corpo e presenza nella mente. Le piante sono guide, possiamo ricorrere ad esse quando abbiamo bisogno di binari su cui muoverci o di luci  che ci aprono il pensiero a possibilità che ancora non vediamo. Quest’acqua può essere una guida a cui ricorrere quando abbiamo bisogno di coordinare mente e corpo nella direzione di una scelta da fare o di una prospettiva con cui comprendere la realtà.

C’è anche un’altra ragione che rende l’assunzione delle piante un processo di crescita profonda: le piante sono selvagge, hanno sapori e consistenze strani, forti, diversi. Quando incontriamo il selvaggio fuori di noi, quando accettiamo di accoglierlo ingerendolo, accettiamo di conoscere anche il nostro selvaggio. Lì, in concomitanza con quella scelta, cuore e mente si aprono ad abbracciare anche le parti più nascoste, pure indisciplinate di noi.

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