08 Nov Mūla: psico-fisio-energetica del bacino
Il Primo Cakra è un paesaggio: immaginiamolo con un luogo, complesso e completo, composto da elementi naturali, vivificato da luce e aria, riempito di storia e di eventi attuali, capace di interagire con chi lo abita e di influenzare chi lo attraversa.
Ossatura, muscoli, organi e orifizi sono le montagne, terra e fiumi del suo paesaggio. Respiro, circolazione sanguigna, linfatica e nervosa sono la sua luce e aria. Le nostre memorie, strutturate lì in forma di postura sono la storia del paesaggio del Primo Cakra. Ogni micro variazione percettiva, muscolare e articolare è il frutto dell’interazione di questo luogo con l’esterno o con i flussi mentali ed emotivi che ci attraversano.
Come tutti i paesaggi, come tutti i Cakra, anche il primo si può leggere su diversi piani.
Una pratica di Hatha Yoga avanzato ne deve prevedere almeno tre: fisico, psichico ed energetico.
Il piano fisico è quello delle montagne e dei fiumi- di ossa, muscoli e tendini.
Il piano psichico e quello della storia e delle interazioni attuali- del ruolo che questa parte ha sul nostro assetto mentale, emotivo e spirituale.
Il piano energetico è luce e aria- quanto e viva questa parte di me? Quanto sente e quanto la sento?
Mūla: psico-fisio-energetica del bacino è una pratica di Hatha Yoga avanzato, divisa in tre parti: si inzia con la ricognizione psichica dello paesaggio del Primo Cakra, si prosegue con la sua mobilitazione fisica e respiratoria, si conclude con l’esplorazione della sua Energia e delle relazioni energetiche che ha con gli altri Cakra.
Come ogni pratica di Hatha Yoga, in cui il corpo è lo strumento per riorganizzare i contenuti psichici ed elevare l’energia generale, si inizia con un Sankalpa, la definizione yogica della propria intenzione, che ci serve a riconoscere chi siamo adesso e come arriviamo e cosa portiamo alla nostra pratica, per poi sviluppare e definire il desiderio di cambiamento, salute, godimento e crescita che nasce dalla coscienza di noi.
Iniziamo con un Sankalpa e poi sarà la pratica a farcene distaccare, a liberarlo, mentre ci fa concentrare sui piccoli e grandi cambiamenti in cui ci guida.
Finiamo, come sempre, con una rappresentazione di noi più solida, a volte diversissima da come avevamo iniziato, a volte così vivida e capace come nient’altro di farci sentire sulla strada giusta, nel nostro Dharma.
A questo link trovate un estratto di 30 minuti della pratica; è solo un estratto, ma è anche una pratica completa in sè.
Mi auguro che sia per voi un viaggio di conquista del vostro paesaggio psico-fisio-energetico e relazione con il vostro Primo Cakra.
Qui potete acquistare la pratica intera e qui potete seguire una pratica Reiki, a preparazione e completamento del lavoro sul Primo Cakra.
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