Tenere insieme gli opposti: un’insalata di riso agli agrumi

La cosa più difficile è tenere insieme gli opposti-
dolore e piacere, sconfitta e conquista,
quel che è stato e quel che vogliamo che sia da ora in poi,
peso e leggerezza.

In un Āsana
il corpo è costantemente allenato a tenere insieme gli opposti.
Anche nel semplice Tadāsana
siamo costantemente guidate a sentire i piedi a terra,
mentre cuore e testa vanno al cielo:
la chiave della serenità è lì in mezzo.

Un’insalata di riso agli agrumi non è poi tanto diversa.

Il riso è dolce, secondo la teoria ayurvedica dei sapori,
è Madhura Rasa;
gli agrumi sono Amla Rasa: acidi e aspri.

Nell’Ayurveda ogni sapore è un orientamento.
Nella nostra pratica energetica
il sapore non è più rimedio, ma esperienza:
ci riapre ad un aspetto della vita e ci chiede di incontrarlo.

È questo, il nostro modo di stare nel mondo:
accogliere, sentire,
usare esperienza e conoscenza
per raffinare la nostra capacità di connessione con le cose
e allora saper rispondere, comprendere, curare, far crescere o lasciarle andare.

Il frutteto del Casale Yoga è pieno di agrumi,
ma è stato solo quando ho ricevuto in dono due mani di Buddha,
che ho pensato di cucinare questo riso,
ispirato al libro di ricette Dandelion and Quince, di Michelle McKenzie.

Da allora, l’ho provato in diverse versioni:
con agrumi, menta e salsa di soia,
con agrumi, finocchio e cavolo cappuccio,
con le rose e gli asparagi.

Mi prendo cura della mia energia come so fare, come amo fare,
mentre cerco di non perdere la connessione con me,
con il mio dolore e con la salute che ha vacillato:
per accogliere i grandi opposti,
servono ancora più dolcezza e pratica
e magari anche una ricetta più strana del solito.

Che vi accompagni
in tutto ciò che in voi chiede di essere tenuto insieme.

 

 

La base del piatto: il riso e gli agrumi


 

  • due bicchieri di riso basmati-
    io l’ho scelto bianco, per aumentare il contrasto del suo Madhura Rasa con Amla Rasa degli agrumi
  • agrumi diversi-
    io avevo una mano di Buddha, un limone e un cedro, ma credo vada bene qualsiasi agrume, tranne le arance, che l’Ayurveda considera sui generis, perché dolci e quindi meno indicate per la nostra “ricetta degli opposti.” A seconda di quanto volete che il risultato finale abbia il profumo e il sapore degli agrumi e di quanto sono grandi i vostri frutti, potrete scegliere di usarli tutti o solo una parte di ognuno. La prima volta che ho sperimentato questa ricetta, avevo tre frutti di media grandezza e ho usato solo metà di ognuno. Nelle preparazioni successive ho osato un po’ di più.
  • sale e abbondante acqua per cucinare il riso
  • un quarto o mezzo cucchiaino di sale e uno o due cucchiai d’olio per condire gli agrumi, a seconda della quantità che avete deciso di usare

 

Fate bollire l’acqua salata e aggiunte il riso, dopo averlo lavato sotto acqua corrente. Scolatelo al dente.

Mentre il riso si cuoce, lavate gli agrumi e tagliateli a fette sottilissime. Questa è la parte più brigosa della ricetta, ma è anche la più meditativa. Io ho usato un coltello di ceramica, per rendere il lavoro un po’ più facile, ma servono comunque tanta precisione e tanta pazienza. Più le fette sono sottili, più gli agrumi si amalgameranno al riso, evitando che, mangiandolo, alcuni bocconi risultino troppo amari. Tagliate le fette sottilissime in piccoli spicchi e poi mettete tutto in una ciotola, per condire con sale e olio.

Quando il riso è pronto, scolatelo e lavatelo sotto l’acqua fredda per bloccare la cottura. Lasciatelo scolare di nuovo e aggiungete gli agrumi conditi e, a piacere, qualche cucchiaio di olio o un paio di cucchiai di ghī (che accentuano il dolce del riso e rendono più corposo il piatto.)

La ricetta di base è pronta. Io ho trovato che un cucchiaino di salsa di soia aggiunto ad ogni piatto aiutasse ad esaltare il sapore di tutti gli ingredienti.

 

 

Arricchire il piatto


Partendo da questa base, ho fatto diverse sperimentazioni.

  • ho aggiunto all’insalata di riso con agrumi un mix di cavolo cappuccio e finocchio che avevo cucinato al forno e qualche foglia di menta. É stata una sperimentazione facile, in cui ho usato degli avanzi di frigorifero: cavolo cappuccio e finocchio tagliati a fette e poi messi in forno a 200°, con un filo d’olio e un pizzico di sale. Ho aggiunto la menta fresca alla fine, per festeggiare le prime foglie che ricominciano a spuntare nell’orto.
  • ho aggiunto al piatto base solo un mix di erbe: menta, maggiorana, salvia… quello che avevo nell’orto in quel momento, per aromatizzare la ricetta, lasciandola semplice e leggera.
  • ho provato anche una variante più creativa e floreale, con rose e asparagi. Ho aggiunto gli asparagi freschi, crudi e tagliati a rondelle sottili al mix di agrumi. Ho fatto saltare in padella una cipolla tagliata a fettine sottili, a cui ho aggiunto i petali di tre rose grandi e un cucchiaino di zucchero di canna. Una volta cotto, ho aggiunto al riso sia il mix di agrumi e asparagi, che le rose saltate con zucchero e cipolla. Anche in questo caso, ho notato che ghī e salsa di soia aiutavano ad esaltare il sapori, ma qualche cucchiaio di buon olio evo, l’insalata di riso è perfetta e più delicata.

Una nota per le rose: un bravissimo coltivatore e giardiniere, anni fa, mi ha detto che tutte le rose che crescono nei nostri giardini sono commestibili. Quindi, a patto che non siano trattate, potete sbizzarrirvi a saccheggiare le rose del giardino del vicino o della mamma; dare finalmente uno scopo culinario alle piante che coltivate voi stesse o convincervi a mettere qualche pianta edule sul terrazzo, per cominciare a sfumare i confini tra cura, bellezza, energia e creatività. Vi prometto che sarà la pratica di una vita, una delle pratiche più profonde e proficue.

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