02 Feb Essere moltitudine: un pasto invernale
Di tutte le prospettive che la cultura vedica apre,
quella che guarda al nostro essere moltitudini
é la più difficile da integrare e maneggiare.
Possiamo comprenderla razionalmente,
anche se il pensiero più impaurito e povero
tende a ribellarsi
e chiede di appiattire le cose a un solo scopo
e le persone ad un’unica faccia.
Ma quando arriva il momento di vivere tra le sfumature delle moltitudini,
il terreno si fa scivoloso
e, cosa tanto frequente quanto triste,
abbiamo ben pochi modelli sani
che ci mostrino come farlo.
Certe cose si fa meglio a farle, a viverle,
che a spiegarle e farle accettare dalla mente:
questa é la ragione per cui lo Yoga é una pratica,
anche se é ricchissimo di teoria.
E se é vero che: Aham Brahman Asmi,
che ognuno di noi e ogni cosa attorno a noi
poggia sulle stesse qualità ed energie,
allora per abbracciare e nutrire,
curare e scoprire le moltitudini che siamo
possiamo guardare alla vita più semplice,
più quotidiana e concreta.
Senza parole, coi sensi,
tante cose si capiscono prima
e si giocano meglio.
Cucinare secondo una mia personale intersezione tra
lo Yoga, l’Ayurveda,
l’orto e la tradizione della zona in cui vivo
è uno dei modi in cui pratico la moltitudine.
È anche uno degli insegnamenti
che più amo condividere con le ospiti del Casale Yoga.
Ricette semplici,
cibi poveri di prestigio e ricchi di cultura e nutrimento.
Abbinati in modo da solleticare quasi tutti i sapori dell’Ayurveda
e il gusto delle diverse consistenze,
per svegliare tanto il corpo mentale quanto quello fisico.
Per la stessa ragione, accostare colori diversi:
fare del pasto una pratica yoga,
in cui l’esperienza d’insieme ha da dire molto di più dei singoli piatti.
Questo pasto è composto da due piatti e una bevanda ed è molto variegato dal punto di vista dei colori, delle consistenze, delle proprietà energetiche e nutrienti, dei sapori.
Zuppa di fagioli, patate, rosmarino, salvia e santolina

I fagioli sono la parte proteica e dolce, assieme alle patate.
Rosmarino e santolina riscaldano e aiutano la digestione, la salvia offre un leggero detox.
L’ho fatta nel modo più semplice:
Ho messo ammollo i fagioli 6 ore prima di cucinarli e li ho bolliti in pentola pressione con un po’ di sale fino a cottura completata.
Nel frattempo, ho preparato un brodo vegetale, per cui non uso mai una ricetta: nel brodo finiscono gli scarti di verdure che non possono essere cucinati altrimenti, un po’ di cipolla, un po’ di zenzero, un po’ di aromi.
Ho tagliato a cubetti le patate e soffritto cipolla ed erbe, prima di aggiungere i cubetti di patate a far rosolare un po’.
Alla fine, ho aggiunto i fagioli e il brodo e lasciato bollire a fuoco lento per un’ora.
Come decorazione e per aggiungere alla zuppa una consistenza croccante, l’ho servita con cubetti di pane bruscato.
Polpettone di broccoli in crosta di patate e riso basmati

Per il polpettone, vi rimando alla ricetta che ho usato io e sulla quale ho esercitato un po’ di improvvisazione e creatività, senza stravolgere troppo le indicazioni.
L’ho servito con riso basmati- perfetto se condito con sale e olio, ma ancora più adatto all’inverno se reso più morbido, dolce e nutriente con un po’ di burro o ghī.
Decotto di zenzero

È una delle bevande che mi piace servire durante i pasti autunnali e invernali: riscalda e aiuta la digestione, stimolando Agni, il fuoco digestivo. Lavo bene e taglio un pezzetto di radice di zenzero e la lascio bollire finchè l’acqua diventa di un bel giallo canarino. Lo servo bollente, perchè si possa raffreddare tra un boccone e una chicchiera e sia maestro di un pasto davvero lento.
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