Brahmā · Viṣṇu · Rudra

La colonna vertebrale è l’asse in cui
la psiche si fa struttura- si mescola alla materia – corpo e diventa l’architettura che ci sostiene
e la struttura si fa psiche- incarna memorie, genealogia, archetipi personali e percezioni.

Ascoltare l’asse vertebrale è fare un viaggio lungo la linea del corpo in cui architettura sottile e materia convergono.

Nella comprensione yogica del corpo, le ossa hanno tre funzioni, rispecchiate perfettamente nelle tre porzioni della colonna vertebrale: sacro-lombare, dorsale e cervicale, in cui risiedono i tre nodi psico-fisio-energetici che lo Yoga chiama Granthi.
Ad ogni parte, funzione e nodo corrisponde anche una sfaccettatura della psiche sottile: quell’insieme di attitudini, ricordi, comportamenti acquisiti e filtri con cui percepiamo il mondo, ancora prima di agire, pensare o orientarci.

Alla porzione sacro-lombare
riconosciamo la funzione di sostegno e movimento delle ossa, che sono la componente più solida del corpo e la leva su cui i muscoli si attivano.
Qui la nostra struttura diventa psiche, incarnando la storia, la genetica e l’istinto.
Qui la psiche diventa struttura, nella reazione a ciò che incontriamo:
lo ricevo?
Lo blocco?
Mi allungo verso di esso?
In questo intreccio nasce Brahmā Granthi.

La porzione dorsale
porta l’intelligenza della protezione e del contenimento.
Qui le ossa sono corazza ed emozione e la psiche sottile prende la forma del respiro e della misura con cui ci apriamo o ci tratteniamo.
Quanto trattengo?
Quanto lascio andare?
Quanto faccio entrare?
In questo intreccio nasce Viṣṇu Granthi.

La porzione cervicale, infine,
rispecchia la generosità delle ossa nel produrre energia- sangue, midollo e sostanze per la regolazione profonda- e la saggezza delle ossa, nel ricordarci la verticalità.
La psiche, incarnata nelle vertebre cervicali, diventa orientamento: pensiero che prende forma, decisione che si erge.
Che cosa mi guida?
In cosa credo?
Come gli dò parola e forma?
In questo intreccio nasce Rudra Granthi.

Entrare nell’asse vertebrale- entrare in qualsiasi parte di noi- attraverso la delicatezza illuminata della pratica, è un viaggio che chiede di spalancare occhi, mente e cuore al paesaggio che affiora.

Il corpo ci mostra l’esatta convergenza in cui fermarci e respirare, attraverso la pressione puntuale, che ogni Āsana offre.

La psiche ci fa entrare in quell’incrocio di piani e ce lo racconta, con il suo modo preverbale, immaginale, essenziale.

Il nostro compito è diventare raffinate padrone dell’allineamento, delle funzioni, degli snodi e dei nodi, finché attenzione e respiro riescono a vorticare lungo l’asse vertebrale e aprirci ai paesaggi che siamo.

Brahmā · Viṣṇu · Rudra: l’asse vertebrale come accesso alla psiche sottile
è la pratica con cui fare questo viaggio.

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